AL VOLANTE DELLA F. ABARTH
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Gustoso “aperitivo” stagionale per Eugenio Mosca che giovedì 14, sulla pista di Vallelunga, ha potuto saggiare la nuova F. Abarth. Uno dei pochi, finora, ad aver avuto la possibilità di pilotare la nuova formula propedeutica voluta da ACI e CSAI per formare e selezionare i giovani campioni di domani. Anzi, a dire la verità il pilota brugherese sarebbe stato l’unico oltre a Raffaele Giammaria, collaudatore ufficiale nonché istruttore federale e “tutor” dei giovani piloti che daranno vita quest’anno alla prima edizione del Campionato Italiano F. Abarth, se nella stessa giornata non fosse stata organizzata un’improvvisata con Emanuele Pirro che ha percorso alcuni giri al volante della nuova monoposto e della vecchia F. Abarth simile alla quale esattamente 30 anni vinceva il titolo nella prima edizione del campionato dando il via alla brillante carriera che lo ha portato in F. 1 e ripetutamente sul gradino più alto della 24 Ore di Le Mans. La prova, effettuata per la rivista Automobilismo sulla quale il prossimo mese di marzo sarà pubblicato un ampio articolo sulla nuova categoria, è avvenuta nel corso dell’ultima giornata di test di sviluppo della monoposto, realizzata dalla Tatuus di Concorezzo e spinta da un quattro cilindri 1.4 turbo FPT (Fiat Power Technology) da 180 cv, per deliberare la configurazione finale delle monoposto che saranno consegnate a team e piloti entro la fine di gennaio.
Eugenio Mosca ha coperto due stint di cinque giri ciascuno e nonostante la “sistemazione provvisoria” nell’abitacolo, con la posizione di guida adattata tramite l’utilizzo di gomma piuma, ha captato il caratterino tutto pepe della nuova formula scuola.
La nuova Tatuus FA010, infatti, è una monoposto davvero bella e tecnicamente simile, per dimensioni e soluzioni, ad una F. 3. Oltre all’ottimo impatto visivo, che ne ha decretato l’immediato successo tradotto in oltre 30 ordini piovuti alla factory di Concorezzo, ha dimostrato di avere anche un potenziale molto alto in pista, tanto da aver già superato di oltre 5” la vecchia F. Azzurra ed essersi spinta ad una manciata di secondi dai tempi della F. 3. Un potenziale che, però, non sarà facile per tutti da sfruttare, perché la nuova F. Abarth è una macchina con una percorrenza molto veloce nelle curve veloci mentre diventa delicata da gestire nelle curve medie e lente, per un certo nervosismo del retrotreno nelle frenate più violente (accentuato nel test di Vallelunga dalla temperatura rigida che impediva agli pneumatici Kumho di giungere alla temperatura ottimale) e una tendenza al sovrasterzo nelle fasi di accelerazione quando il motore turbo eroga una coppia piuttosto corposa. Insomma, “sarà una vera monoposto scuola sia per i piloti sia per le squadre – come conferma Giammaria -. I piloti dovranno avere un approccio professionale, perché i tempi si otterranno con la testa e non solo con la grinta, ma anche perché è una vettura molto sensibile alle regolazioni e quindi dovranno lavorare di fino con i tecnici dei team per arrivare alla messa a punto ideale”.
Quindi, con una punta di invidia per non avere più l’età (si potrà correre dai 15 ai 20 anni!) un grosso in bocca al lupo a tutti i giovani che affronteranno questa nuova categoria e speriamo che da questa categoria possa uscire il campione che possa riportare il tricolore sul gradino più alto dell’automobilismo. 
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